
| il concetto d'alterazione e', per me, cruciale
nell'agire quotidiano. la capacita' di produrre cambiamento nella destabilizzazione
della 'siddetta realta' oggettiva e condivisa e' azione politica diretta.
di sicuro, prima di materializzarla in situazioni pratiche, l'alterazione
deve evolversi nel mutamento del singolo tramite la possibilita di moltiplicare
i propri punti di vista interni\esterni per avere un approccio all'esistente
molto piu' organico. il raggiungimento di questo stadio puo' essere attuato
tramite un' uso *esperenziale* di sostanze che modificano la coscienza
nella sua capacita' di percepire. esperire diventa il verbo di base ,la
direttrice da seguire per potenziare le funzioni cerebrali, creare senso
critico, comunicare,sperimentare, arricchirsi. nell'uso delle suddette
sostanze, il passaggio da *mezzo* a *fine* va a svilire tutte le potenzialita'.
la ricerca di un edonistico\egoistico piacere,come valvola di sfogo di
un' alienazione (che non tardera' a farsi sentire e ad incrementarsi nello
scemare dell'effetto) distrugge le potenzilita' politiche controculturali
di situazioni come i raves illegali. i percorsi di liberazione e di espressioni
creative antagoniste si ri-intrappolano in dinamiche di consumo, tanto
faticosamente - e non sempre - allontanate.l'angolazione peggiore e' il
punto di vista assunto da chi, lasciandosi vivere, non solo perpetua la
passivita' nell'attuare il consumo di merci immateriali (leggi rave) ma
decide di creare un mercato interno tramite la distribuzione, senza porsi
assolutamente con un discorso di contenimento dei prezzi,di grossolani
accrocchi di barbiturici ed anfetamina.la qualita' della sostanza, per
chi vuole sperimentare sulla propria coscienza tramite questo mezzo (andando
cosi' ad infrangere ed oltrepassare le barriere dell'alienazione),risulta
fondamentale parallelamente ad una politica economica *no-profit*. lo spirito
del rave illegale viene, in questo modo, lentamente avvelenato.non piu'
comunicazione interattiva , non piu' espressione creativa ,non piu' contaminazione
culturale bensi' occhi chiusi, bava agli angoli della bocca,morte del pensiero.
l'unica forma di crezione e' quella di *zombies alla deriva* con l' unico
intento di mandar giu' per la gola pasticche delle piu' svariate. il nascondersi
dietro una coltre di simil-piacere a caro prezzo, l'evitare di pensare,
poiche' troppo difficile e scomodo non e' mai stato , non e', ne mai sara'
il mezzo che inceppera' i meccanismi di questa organizzazione sociale.
quello che voglio e' la provocazione del mutamento tramite il raggiungimento
di una forma che faccia deragliare l'edificio statale dai suoi binari culturali
di autoperpetuazione. non e' la ricerca dell'oblio cio' che mi interessa
bensi' la sua distruzione.chi lo nutre e' mio nemico.
@lter8 |
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