S E S S O C O N T R O L’ I M P E R O
Sex Against the Empire era un’area di discussione nata circa tre anni
fa nell’ormai defunta bbs AVanA Overground:
"Cerco un domino che sappia trattarmi. che sappia cancellare in
me ogni traccia di ego e utilizzare l'entita' organica che sono. sono stufa
di rapporti falsati. non mi interessa la penetrazione, mi piace il dominio
e l'esplorazione, l'utilizzo e la sperimentazione degli stati, delle reazioni,
dell'abbandono completo. mi piace essere quello che sono, carne viva con
un dentro e un fuori mi piace gemere e sono stanca di risparmiarmi solo
perche' i rapporti sono pieni di sovrastrutture."
Questo e’ uno dei pochissimi testi che esprimeva uno stato realmente vissuto
e desideroso di abbattere le proprie strutturazioni. Circolava nell’area
nel ’97 , ingenuo ma esplicito messaggio nella bottiglia, lanciato da chi
non riesce piu’ a riconoscersi in nessun ruolo sessuale predefinito, cioe’
in nessun ruolo di quelli gia’ visti, gia’ letti, gia’ vissuto e probabilmente
mai "propiamente pensato", cioe’, per utilizzare un espressione
di Emilio Garroni esegeta della "Critica del Giudizio" di Kant,
il "pensiero non prorpiamente pensato" come pregiudizio,
norma accettata acriticamente.
"Non sono uomo, non sono donna, sono il residuo di macchine che
fanno l’amore". Scriveva Mark Amerika, autore avant-pop e teorico
insieme a Ronald Sukenick di una "Degenerative Prose". Ma l’amore
non c’entra con il sesso, o forse sono esattamente la stessa cosa, ed e’
il momento di comprendere l’universo di significati che, come la luce che
passa attraverso ad un prisma si scompone in infiniti colori passando attraverso
il segno linguistico "sesso", o che nel processo inverso si riunisce
formando un unico fascio di luce bianca e abbagliante.
Noi, attanti del discorso e guerrieri del senso, sperimentiamo il corpo
del linguaggio esploriamo i significati dei segni che lo marchiano con
i loghi delle grandi major, delle multinazionali (microsoft, macdonald,
nuvenia, nike). Vedo un corpo catturato nella rete, imbrigliato, imbragato,
legato. Confusa tra onirico e quotidiano con la consapevolezza, tutta da
sperimentare, che nulla è vero e tutto e’ possibile , lo vedo che
si muove come una marionetta sull’impulso di un ping lanciato nel net da
una macchina a San Francisco, a Manila o a Saigon. Fastidioso, dissonante,
osceno e noioso, ricordo una delle piu’ recenti installazioni di Stelarc.
Un corpo nudo e vecchio, che si muove in modo goffo e ripetitivo, trapassato
da connessioni elettriche e metalliche e ad ogni suo movimento fa corrispondere
un intenso rumore, un suono specifico. Fa orrore questo corpo che sussulta
come un pesce agonizzante catturato nella rete e trascinato a riva, ed
e’ sicuramente ridondante e e presuntuosa la pretesa di essere unico portatore
di un esperienza estetica esemplare, cioè ARTISTA. Non e’ difficile
vedere in Stelarc il gia’ vissuto ed il gia’ visto poiche’ nessuno di noi
ha piu’ bisogno di cattedratiche rappresentazioni separate e spettacolari
per comprendere che quel CYBORG è il nostro, proprio, corpo quotidiano.
Sono massacrata, attraversata da metallo, e se l’amplesso e’ la penetrazione
della carne, non vi e’ piu’ verginita’ per nessuno, ma solo un continuo
lungo languido e consumante rapporto sessuale con l’artefatto, cioe’ l’inorganico
organizzato dalla ratio ordinatrice dell’Uomo.
Il Sesso contro l’Impero e’ la consapevolezza del bacio dato in bocca alla
bestia, con una sprezzante e irriverente tensione verso la vitalita’, in
qualsivoglia forma essa si manifesti. Una degenerazione vitale che nasce
da una spinta alla conoscenza, come accettazione dell’altro, senza riserve,
tesi all’osservazione della propria decomposizione nell’atto della penetrazione.
La conoscenza e’ contro l’Impero. La conoscenza di cio’ da cui "L’Impero"
pretende di difenderci, facendoci voltare gli occhi dall’altra parte mentre
ci dilania i sensi, la carne, per mantenerci nel "non propriamente
pensato", nell’incapacita’ di guardare attraverso noi stessi, tramite
l’esperienza stessa continuamente in atto.
Intrappolata e sensa via di uscita la cyborg si incammina sull’ insegnamento
di don Juan, li’ dove Castaneda non seppe arrivare, nella ricerca della
vita nell’inorganico, nella sensibilita’ dell’inorganico. Ancora accarezziamo
il cemento, ci sfreghiamo sensualmente sull’asfalto con la clitoride che
si erge come antenna al contatto
" attraverso gli amplessi con le zone occupate temporaneamente.
Una prassi fatta di sperma, sudore, sangue, secrezioni vaginali, silicio,
sperimentazione, SM, luci corporee, mutazioni. Un godimento che si irraggia
nelle pieghe dello spazio, nelle spirali di un frattale costruito di movimenti
quotidiani che disegnano un percorso fuori dal tempo, immerso in un liquido
amniotico di luce percepito in un teso orgasmo irrisolto, continuo, senza
esito, il godimento che si manifesta e si esprime nella tensione vitale
dell'esserci, continuamente alla ricerca di nuovi spazi da esplorare."
Il sesso non e’ piu’ rapporto biunivoco uomo-donna, penetrazione di organi
genitali, ma e’ percezione acuta e continua. Il Sesso contro l’Impero non
nega l’Impero ma lo vuole conoscere, usurpare e distruggerlo dal suo interno,
cosi’ il corpo cyborg diviene campo di sperimentazione, comprato e venduto,
il sesso e’ pornografia, mercificazione, perche’ noi siamo la merce, noi
siamo la norma, noi siamo il crepuscolo; Annie Sprinkle, la norma, puttana
e attrice porno dichiara di amare le prostitute poiche’: Whores are
rebelling against the absurd, patriarchal, sex-negative laws against their
profession and are fighting for the legal right to receive financial compensation
for their valuable work. Whores help people explore their sexual desires.
Whores explore their own sexual desires.
-Guardo nell’intimo dei miei desideri- equivale a comprendere cio’ che
voglio negare ed e’ lil passo piu’ distruttivo che si possa compiere, non
a caso i protagonisti di "STALKER" di Tarkowskij, condotti nella
misteriosa zona dalla guida stalker, giunti nella stanza dove i desideri
piu’ reconditi, talmente riconditi da essere sconosciuti a loro stessi,
possono realizzarsi, dopo un cammino irto di pericoli innominabili, si
rifiutano di entrare e, di fronte allo sconcertato e innocente stalker,
si bloccano ad ossevare tristemente la pioggia che cade nella stanza, incapaci
di andare incontro a loro stessi.
Al contrario Mark Amerika e’ maestro nell’incontrare il cuore del desiderio,
quando in Cronache Kafkiane, descrive l’amore di un coprofago, che con
supremo esasperato lirismo intona un canto alla vita chiedendo di poter
ancora una volta mangiare la merda della sua donna defunta, una donna anziana,
con la quale aveva costruito una storia di amore a dispetto della sua eta’
veneranda che nel giro di pochi mesi l’aveva condotta alla morte. Mangiare
la sua merda ancora una volta, era il suo piu’ grande desiderio in quanto
manifestazione della sua presenza, viva e vitale nel caos degenerativo
del simultaneo, nell’entropia dell’esistente, la merda come inequivocabile
ancora con l’esistenza, che punge e penetra i sensi.
Dentro questo amplesso continuo, in questa sessualita’ che vive del degenerare
entropico, scorre come un fluido vitale il linguaggio, strumento dell’intelletto
collettivo che vuole trovare, osservando, una complessa unitarieta’ di
organismo vivente. Un linguaggio che vuole dire il non-detto e praticare
in modo manifesto cio’ che e’ negato per mantenere intatto un Princio di
Realta’ che impedisce la comprensione, il dolore, la gioia, la morte ed
il loro superamento nell’immanenza di un’utopia cinetica. Ma il corpo di
questa cyborg, sa che qui ed ora cio’ non e’ attuabile, se non nell’oblio,
nell’annullamento e nella dimenticanza: Con gli occhi sbarrati sento salire
il furore come una corrente di aria calda e rumorosa. Sono aperta e fremo
e osservo cio' che accade al mio corpo offerto, funzionante. Io sonmo oggetto
obliato ma il lupo mi guarda ed e' dolce, per amarmi e fermare il mio sangue
sussurra mi vuole per l'anima. -COOOOOORRI DA PAAPA'- mi grida ruggendo
ed esplode il calore. E intono la mia preghiera Madonna della Vendetta
di corpo colonizzato il Signore non e’ mai stato con te, e condannato
alla separazione perdonaci i nostro peccati ma non i loro il cui
sesso non ha orgasmo perche’ non e’ tempo di affondare nell’oblio, ne’
nella dimenticanza; il furore trascina l’ultimo residuo di macchine che
volevano fare l’amore nel paradosso di questo Sesso con(tro) l’Impero fissando
la dea KALI negli occhi della sua folle irriverenza.
Riferimenti bibliografici:
Manuale di cultura industriale, Milano, Shake ed.,1998 Walter Benjamin,
Estetica e Romanzo,Torino, Einaudi Black Ice Emilio Garroni, Uno sguardo
attraverso, Garzanti Giovanna Covi, Soggettivita’ decolonizzate, teorie
storicizzate: la cyborg nelle Filippine in Femminile e maschile tra pensiero
e discorso, ed. Universita’ degli studi di Trento, Trento, 1995 Jessica
Hagerdon, Dogeaters, New York, 1990 Mark Amerika, Sangue Sessuale, Milano,
Shake ed., 1998 Mark Amerika, Kafka’s Cronichles, Blue Ice ed. Marshall
MacLuhan, L’artefatto e la tetrade, AnnieSprinkle,The
40reason because I love whoeres, Castaneda, A scuola dallo stregone
macchina, "Il
Femminile nella fantascienza, Modelli di scrittura." Tarkowskji,
Stalker Dostojevskji, I fratelli Karamazov
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