Nel 1996 la procura
di Cremona sequestra la prima edizione di Psychopathia Sexualis. Il tipografo
porta vari esemplari al giudice per eseguire il deposito legale. Il giorno
seguente arriva la polizia giudiziaria in tipografia. Viene emanato un
giudizio contro la Topolin Edizioni e Jorge Vacca, proprietario della casa
editrice, lo vince e viene assolto dall’accusa di induzione alla pedofilia.
Rimaniamo in attesa di un seguente giudizio che però tarda ad arrivare.
Intanto il fumetto già si può vendere. Due anni dopo, nell’ottobre
del 1998, durante halloween, la polizia giudiziaria entra nella casa editrice
Topolin (nonché abitazione privata di Vacca), in via Spaventa a
Milano, forzando la porta. In quel momento Jorge Vacca è fuori casa.
Al suo rientro trova la porta d’ingresso sfondata, tutta la casa sottosopra
(proprio come nei film) e due tipi che frugano tra le sue cose in una forsennata
ricerca. Viene interrogato, identificato e gli comunicano che c’è
un ordine contro di lui per promozione della pedofilia, emesso da un giudice
di Milano e basato su una denuncia anonima. Sequestrano tutti i miei disegni
dove compaiono bambini, considerandoli come materiale pedofilo, diverse
magliette e gadget della Subterfuge (un’etichetta musicale e editoriale)
con illustrazioni di bambini, tutti i numeri di Brian the Brain, Psychopathia
Sexualis, e un fumetto di Avale Rabo Consejo sexual del nuevo millenio.
Hanno sequestrato persino oggetti assurdi come una scatola di pomodori
con un’adesivo disegnato da Gyger, con scritto human flesh. Vacca fa ricorso
sostenendo che ci dev’essere stato un errore e l’accusa di promozione della
pedofilia viene modificata. Il caso è stato poi passato al tribunale
di Torino. Il giudice di Torino ha deciso, come provvedimento, di restiruire
tutto il materiale sequestrato fino all’uscita del giudizio. Adesso crediamo
che probabilmente si siano resi conto che si sia trattato di un errore.
Abbiamo ricevuto appoggio dai mezzi di comunicazione che Vacca ha subito
informato, da centri sociali, da intellettuali e da tutto il mondo del
comic.
Quello che è
successo non rispecchia assolutamente l’immagine di giustizia di
un paese democratico europeo, come l’Italia, l’unico paese dove siamo stati
vittime di un’accusa censoria con persecuzione legale. In Argentina, dove
Psychopathia Sexualis è uscito diviso in due parti (la prima parte
contiene i racconti degli psicopatici e la seconda i racconti che parlano
di parafilia sessuale), non c’è stata una censura ufficiale da parte
dello Stato, ma i distributori si sono rifiutati di venderlo, e l’editore
argentino ha avuto molti problemi, tanto che la seconda parte addirittura
non è mai uscita. In Inghilterra poi è successo qualcosa
di assurdo: ho inviato materiale di Psychopathia Sexualis tradotto in inglese
a una casa di distribuzione dichiaratamente alternativa e underground.
Gli chiedevamo semplicemente di venderlo e non di procurare un’edizione.
Ebbene, da loro ho ricevuto una lettera dove addirittura ci chiedevano
di cancellare il loro nome dalla nostra mailing list. Temevano di rischiare
una condanna per il semplice fatto che il loro nome stesse nella nostra
mailing-list.
A livello del mondo del comic underground che differenze ci sono tra Italia e Spagna?
A differenza dell’Italia, in Spagna non c’è un vero movimento underground. In Italia, all’interno dei centri sociali, si sta muovendo una cultura che in Spagna non esiste, è una cultura che non è fatta solo di comic, ma anche di musica, cinema, arte, nuove teconologie. Qui ci sono semplicemente case editrici indipendenti che si muovono nell’ambito di un tipo comic definito “undergorund” solo perché tratta contenuti estremi, ma sono pochi e la maggior parte dei settori non ufficiali propone prodotti “intellettualoidi”. Non c’è una vera e propria scena underground, attenta all’ attualità, all’informatica, alle nuove tecnologie, alle nuove droghe. In Italia, invece, la cybercultura è presente nei mezzi di comunicazione, nelle televisioni, nei centri sociali.
In Italia, i tuoi disegni sono stati un po’ ovunque: a Napoli, alla prima feria del fumetto, a Roma, al Forte Prenestino e a Milano al Conchetta… A Roma hai anche collaborato per la rivista Torazine…
Sì, Jorge Vacca ha fatto girare la mostra un po’ dovunque per l’Italia, sia durante il rpimo sequestro che durante il secondo. Per Torazine ho fatto un disegno che dovrebbe uscire nel prossimo numero. Ecco, prendi l’esempio di Torazine, in Spagna non esiste una rivista simile, che tratti temi come droghe, tecnologia, cinema, narrativa, oltretutto con una visione così originale e approfondita.
Nel mondo dei tuoi
comic vivono personaggi allucinanti e allucinati, cinici e psicopati: Fryda,
per esempio, in The space between arriverebbe ad ammazzare i suoi figli
per il successo della sua antenna televisiva, o Boris, il cui mestiere
consistere nel togliere vite e lo fa come se togliesse dei denti. Credi
o ti interessa che chiunque si renda conto del fatto che dietro questa
posizione c’è anche una critica, non una morale retorica, ma una
presa di posizione rispetto a certi caratteri della società contemporanea?
Quello che mi interessa
è soprattutto esporre, riflettere un mondo. Quando iniziai a trattare
questi temi, dieci anni fa, non c’era nessuno che faceva questa ricerca
nel comic. Io cercavo soluzioni originali e nuove, mi interessava indagare
le relazioni tra gli esseri umani e le nuove tecnologie, capire in che
modo le nuove tecnologie o i cambiamenti sociali rapidi incidessero sulla
specie umana. I miei personaggi potranno ricevere molte accuse, ma il fatto
è che sono individui amorali non immorali, sono dei sopravvissuti
in un mondo di ostilità. Io non giudico i personaggi, li espongo
semplicemente e lascio che il lettore tragga le sue conclusioni, preferisco
che pensi di testa propria, non pretendo di dare lezioni di moralità
o di immoralità. Psychopathia Sexualis non è un’apologia
del delitto come mi hanno accusato in Italia. Ho fiducia nell’intelligenza
del lettore, nella sua capacità di formularsi un opinione da solo,
e in quella di distinguere il disegnatore dalla sua creazione e di distinguere,
all’interno dell’opera stessa, i personaggi e le situazioni in cui identificarsi
o meno, chi gli sta simpatico da chi gli sta antipatico.
Credi che ci siano diversi livelli e sensi che possono connotare il termine di “pedofilia”?
A livello legislativo è un fatto legato essenzialmente alla cultura. In Spagna, ad esempio, a partire dai 16 anni puoi fare quello che vuoi. Se un adulto ha delle relazioni sessuali con un sedicenne non viene considerato pedofilo, ma se le ha con un quindicenne sì. In India la questione si inverte. Non conosco i criteri legali sul tema della pedofilia in India, ma sicuramente sono diversi dal momento che lì il limite di età che divide la pubertà dall’adolescenza è decisamente inferiore. Trovo che in ogni caso siano sempre dei criteri falsi e generalizzanti, perché può succedere benissimo che un ragazzino o una ragazzina sviluppino delle pulsioni sessuali prima di altri, dunque non vedo dove potrebbe risiedere l’eventuale denuncia. Pensa solo che 100 anni fa Oscar Wilde venne condannato per essere omosessuale, e pensa a quanto culturalmente e storicamente le cose possano cambiare. Credo che in genere i costumi sociali e culturali siano determinanti. Ammetto che esistano casi estremi, in cui si può parlare più in assoluto di pedofilia, come commettere abusi o violazioni su bambini di 2 o 3 anni. La pedofilia è un delitto contro le persone non contro la morale, e nei miei comic le persone non sono coinvolte, nel senso che si tratta di disegni e immaginazione.
In Sicotronic record c’è la tua passione per le band musicali più strane, compresi malati di cancro…
È una passione che ho da sempre per delle registrazioni underground che giravano quando iniziai a disegnare. Mi avevano affascinato quei testi così industriali perché trattavano di violenza, pazzia, torture e aberrazioni umane in contesti tecnologici stranianti ed estremi. Da quei testi mi sono venute in mente diverse storie. Ancora adesso ho molti contatti con gente che produce musica sperimentale, per lo più elettronica.
Spesso tratti di coprofilia. La consideri una delle tante pratiche sessuali estreme o per te è particolarmente rappresentativa?
È una domanda personale? hehehe… Quello che mi interessa della coprofilia è il fatto che rappresenta una pratica estrema. Già nelle mie prime storie, tra il ’79 e l’81, trattavo di coprofilia. Allora non esistevano assolutamente fumetti che trattassero questo tema e io ero stanco delle solite storie erotiche: un tipo che si scopa tre tipe, i soliti pompini, le solite pratiche anali. Esitevano altre pratiche, altri temi, come la coprofilia i vestiti di lattex, le torture, così cominciai a utilizzarli. Ero molto affascinato da alcuni video che giravano allora. Ne vidi uno in particolare che mi allucinò: delle persone interamente coperte da vestiti di lattice, con maschere che ne nascondevano persino la sessualità. Si masturbavano, defecavano e godevano con le loro feci, ma non si penetravano mai sessualmente. Gli ambienti scenografici erano particolarmente affascinanti, in genere ospedali dove si esponevano inquietanti strumenti chirurgici. Vedere questi film era quasi come prendere un acido, mi stimolavano moltissimo. Così iniziai a utilizzare quelle storie, quelle ambientazioni, quei personaggi, pensando che a me, come lettore, sarebbe piaciuto leggere storie nuove, diverse dallo stesso film fatto e rifatto all’infinito con poche e deboli varianti. Mi hanno sempre interessato, in genere, le pratiche non comuni, al limite dell’immaginazione, e ho cercato di trasporre questo nelle mie storie e nei miei personaggi. Che poi il lettore si identifichi o meno non mi interessa granché, l’importante è che io gli fornisca qualcosa di nuovo.
L’unico personaggio realmente cyborg dei tuoi comic è Muffy, il cane di Chris in The space between. Attraverso di lui giochi con il concetto di manipolizzabilità del corpo cyber: cambiando alcuni elementi del suo cervello, Muffy muta da mansueto a feroce…
Certo, un cyborg è un essere totalmente programmabile e manipolabile. Con Muffy mi sono ispirato al cane di Cane bianco, un film di Samul Fuller. Addestrato da un sostenitore del Ku Klux Klan ad ammazzare qualsiasi negro, il cane si trasforma da esserino mansueto a belva feroce e divoratrice appena vede un uomo nero. Come il cane bianco del film di Fuller, Muffy è un essere programmato. Mi interessa la manipolazione, e perciò il corpo cyborg.
L’utilizzo di armi da fuoco per fare buchi nei corpi per poi scoparli rappresenta per te una soluzione alla limitazione delle cavità del corpo umano?
hahahaha… Più
che una soluzione è la rappresentazione di una psicopatia. Diciamo
che se quelle della mutilazione sessuale e della necrofilia sono pratiche
“più comuni”, a me interessa indagare su nuove e ulteriori forme
di psicopatia.
In molti tuoi fumetti
alcuni personaggi escono da una serie per incontrarsi con quelli di un’altra
serie, come se facessero parte tutti di un unico universo…
Certo, tutti i miei personaggi fanno riferimento a un unico universo. Viaggiano da un fumetto all’altro. Possono arrivare ad avere relazioni di amicizia o semplicemente incrociarsi per strada…
Il tema dello snuff si è rivelato una pura invenzione commerciale. Tieni conto di questa cosa in Snuff 2000?
In Snuff 2000 ci sono due personaggi mascherati che realizzano film snuff, ma qui non è tutto così esplicito come in Psychopathia Sexualis. Più che di azioni, si tratta di conversazioni tra i personaggi, uno scambio di idee su come poter realizzare i loro film, sulle torture da compiere… In Snuff 2000 ho usato una tecnica del subliminale per provocare paura e terrore. Non si tratta tanto di messaggi espliciti e manifesti, quanto di messaggi subliminali. Mi sono un po’ ispirato a JFK, di Oliver Stone. Il montaggio di JFK è interamente cosparso di indizi che agiscono sul subliminale, messaggi che puoi avvertire solo guardando il film frame by frame. Ho applicato un po’ la stessa tecnica, che d'altronde mi sembrava idonea al trattamento di un argomento molto legato alla finzione di un caso commerciale, dal momento che non sono stati mai registrati, finora, dati giuridici di casi snuff.