29^11^1997 : QUANDO IL FUMO SCONFIGGE LO SMOG "RIPETO PER TUTTI NESSUNO ESCLUSO. GRATIS PER TUTTI COLORO CHE PAGANO. GRATIS PER TUTTI COLORO CHE PAGANO IN DOLORE" (W.B.)

Sabato 29 novembre io e Kool siamo andati a Milano per la street rave parade antiproibizionista. Da paura, pensavamo. E non ci sbagliavamo. La giornata era in perfetto "london style", in pratica ha piovuto intensamente tutto il giorno, microgocce d' acqua ti cadevano addosso e tu lì per lì non te ne accorgevi. Ma alla distanza l' accusavi tutta (eccome cumpà!), col risultato di fradic... fracicarti completamente. In compenso ne valeva la pena, il gioco valeva la candela, e se piove, piovviccica, il culo ti si appiccica : accendi 'na candela che l' culo te se pela !! In altre parole la pioggia quasi c' entrava nel buco del culo ! Ora, senza perdersi appresso ai culi fracichi, va detto che la storia partiva alle quattro del pomeriggio da Largo Cairoli, pieno centro. Il corteo rumoroso era formato da una decina di carri allestiti per l' occasione : si partiva dal primo, targato cox 18, in pratica un tir con generatore da 100 kw al proprio interno dotato di macchina del fumo (?) e luci hi-tech, per arrivare a quello della Pergola Tribe, un camion con tanto di due televisori che trasmettevano geometrie frattali e immagini 3D misticheggianti, passando attraverso magic bus di vario tipo e automezzi pesanti con braccio meccanico a riposo.Tutti rigorosamente camuffati con maschere giganti, reti militari, striscioni psichedelici e strutture di cartapesta. Noi stavamo fisicamente a pezzi perchè reduci insonni da ore di treno e perchè alle 6:00 am già stavamo a Milano, ma eravamo felici. Era un' allucinazione : un cielo grigio che faceva da specchio alla guaina e al cemento della città, una "Milano da fumare" più che da bere, tonnellate di decibel che si insinuavano in tutti gli angoli delle strade e dei palazzi, musica dall' inizio alla fine senza sosta, un percorso lunghissimo, momenti di caos e destabilizzazione, sonorità stridenti, cagacazzi, frenetiche, ipnotiche, piene, invadenti, senza rispetto per "chi soffre" autocarcerato tra le mura di casa. Vista dall' alto, da un elicottero, l' immagine offerta era un segmento non lineare, flessibile, policromo, delimitato alle estremità da due puntini tonalità nero-pece-tipo- cancro, puntini intepretati magistralmente dai copz, gli psychopoliziotti, la p.s.s.s., le guardie che "aprivano" e "chiudevano" la street parade, sgorbi irrgiditi nelle loro luride uniformi, simili a quei pupazzetti che camminano se giri la chiave che hanno dietro la schiena ( PUAHH ! CHE SCHIFO). I negozi del centro attendevano migliaia di consumatori per lo shopping natalizio, ma la nostra festa ha impedito loro di alzare le serrande ed esporre la merce in vetrina. Questo perchè quel sabato eravamo noi la festa in vetrina. Era bello fare su e giu lungo questo serpentone musicale, attraversare yards, zone così differenti tra loro, camminare e trovare banchetti ambulanti di delizie culinarie a base di canapa, salutare dal basso verso l' alto i trampolieri, farsi inebriare dalle coltri dei fumogeni colorati, espoldere ogni tanto botti da capodanno. Ma se Kool e Me, stanchi, camminavamo senza fretta, praticamente il 90 % dei componenti la street parade ballava, si agitava, strillava, sprigionava tanta energia, trasmetteva positività e soprattutto si divertiva come pochi, le facce si allargavano spaccandosi a metà in sorrisi a 32 denti : mai avuto carie in vita nostra. Corpi lanciatissimi in evoluzioni dinamiche skizo-frenike, differenze e singolarità che si muovono mano nella mano, fantasie liberate capaci di desiderare e di rendersi immediatamente riconoscibili attraverso la spontaneità dei gesti. Tekno, Jungle, Ska e Reggae gli stili per l' occasione. Un furgoncino attrezzato di computer e strumenti vari trasmetteva Tekno fatta dal vivo, live, gli amanti del reggae deliravano al grido di "police in helicopter/they 're searching marijuana" (= guardie sull' elicottero in cerca di marijuana), milioni di canne bruciavano a meraviglia quasi sfidando l' acqua piovana. Hanno circolato un gran numero di flyers e volantini, è importante in queste occasioni comunicare in questo modo. Un grande striscione recitava "liberare i corpi sprigionare le intelligenze", il concetto base era sottrarre la cosidetta "questione droghe" alla miserabile sfera del diritto penale, la street parade si è fermata infatti fuori San Vittore, carcere arcinoto e per metà riempito da persone detenute a causa della legislazione proibizionista. Una volta arrivati, abbiamo alzato il volume a palla e abbiamo sparato in aria fuochi d' artificio, per segnalare la nostra presenza e solidarietà a tutti i detenuti, che hanno raccolto l' invito bruciando le lenzuola e urlando più forte di noi. Un momento bellissimo, vissuto con la rabbia e l' odio che tutti\e avevamo e abbiamo contro il carcere e tutte le forme di repressione. Cifre : chi dice 2000, chi 10'000, facciamo 5/6'000. Il fatto è che passando per il centro in alcuni momenti il numero delle persone aumentava, perchè molti erano i curiosi che si fermavano a osservare. E' stata la prima street parade antiproibizionista della storia di Milano, che raramente ha visto una complessità cromatica simile o ascoltato così tanta musica in un colpo solo. Quasi un' overdose di vita per chi è abituato a lavorare otto ore al giorno e poi spegnere il cervello, narcotizzarlo con le vere droghe che effettivamente generano dipendenza : chiesa, scuola, famiglia, lavoro salariato, macchina, tempo libero, orologi-cronometri vari, tutto ciò che è possibile comprare (anche senza $) e possedere. Una trasformazione limitata nel tempo ma di notevole significato. Un incastro intrigante, avvolgente, irresistibile : voglia di partecipare. Un' emersione improvvisa di stili, colori, suoni, contatti, frames, atmosfere che la cittadinanza repressa sembra aver rimosso dal proprio DNA, un' istigazione a delinquere contro la normalità e la serializzazione, un invito esplicito a riappropriarsi dei propri corpi e quindi delle proprie menti. Contro la lobotomia e le privazioni sensoriali nessun controllo e nessuna repressione. Contro ogni proibizione, anche quella della tradizionale fiera degli "oh bej oh bej", un volantino invitava a "muoversi e incazzarsi", e "salire sull' astronave che atterrerà nel cuore di Milano nei soliti giorni ", in missione per conto di S.Ambrogio, il "santo patrono" della città. La sensazione era di vivere un concreto momento antiproibizionista, al di là delle semplici parole : non solo canne, ma ogni ambito della nostra vita, le nostre scelte, i nostri tempi : antiproibizionismo come attitudine e pratica di autogestione delle soggettività, autoproduzione delle sostanze come strategia per abbandonare e combattere il mercato. Un' esperienza da condividere e proteggere, un orgasmo da ripetere ! Finita la street parade, la storia continuava con una serie di iniziative serali (concerti, dance halls, tekno party, drum'n'bass night) nei posti occupati in giro per la città, naturalmente iniziative a tema, giusto perchè le quattro ore abbondanti di musica e divertimento della street parade non potevano essere sufficienti ! Le richieste della parata musicale erano : depenalizzazione della coltivazione della canapa da fiore per l' eventuale cessione di piccole quantità ad uso individuale o comunitario, una più chiara e affermata tendenza giuridica che riconosca il valore terapeutico della cannabis, sottraendole alla discrezionalità del singolo magistrato; depenalizzazione di tutti i reati minori connessi all' uso (o piccolo spaccio) di qualsiasi droga esistente sul mercato; scarcerazione di tutti i sieropositivi malati di A.I.D.S. detenuti nelle patrie galere e per una svolta politico-sociale orientata alla sperimentazione sul modello nord-europeo che tocchi una gamma di iniziative volte alla distribuzione/legalizzazione controllata delle droghe dette "pesanti". I soggetti che promuovevano la storia : csoa COX 18, ass. cult. Calusca City Lights, SQOTT, Gola 8/10, Radio Onda D' Urto, Breda Occupata, Transiti, cs Leoncavallo, Bass Fi Mass Pergola Tribe, coll. Fionda Rossa (Novate), Bakeka (Novate), Eterotopia (S.Giuliano), circ. cult. Scienze Politiche, coll. Architettura, USI Sanità Milano, cs Garibaldi, Rete Antiproibizionista, cs Ya Basta In Rete (Vicenza), csa Forte 115 (Verona), coll. Porco Spino (Verona), Cayenna Autogestita (Feltre), coll. per il cs Rovereto, Cà Rozzeria\Laboratorio Autogestito (Mestre), coll. Antiproibizionista cs Samir (Rovigo), coll. Autogestione (Chioggia), alcuni\e del cs Schio, Magazzino 47 (Brescia), Golgonooza , Livello 57 (Bologna). La prossima volta, facciamo una storia festosa e conscious tipo questa a Roma, se non altro eviteremo di pagare il biglietto alle f.s. e ci divertiremo una cifra !

FRNK FRNK FRNK & Kool giving thanx to GREEN POWER