25.10.1998
Festa del raccolto 2° Sagra della Marijuana

"Canna libera senza la polizia", "La woodstock dell' erba una festa per ottomila", "all' happening assenti le forze dell' ordine. Libagioni vegetariane e festino a base di spinelli per tutto il giorno", "torte e cibi alla cannabis, spinelli autoprodotti e gratis, mostra, musica e gare di rollaggio", "AN annunica querele contro prefetto, questore e comandante dei carabinieri". Questi sono solamente alcuni commenti della festa, un interesse mediatico determinato dalla tattica adottata dagli organizzatori : "Spinello postale per la Sagra della Marijuana", ovvero, "amministrare il caos mediatico scatenato dall'invio di 3 (dicasi 3...) grammi di Marijuana, sotto forma di "spinelli", inviati alle redazioni di diverse testate nazionali. Telefono intasato, interrogazioni parlamentari dei soliti "struzzi di AN e proibizionisti vari che hanno invocato il rogo...". Queste ultime sono parole del csoa Forte Prenestino, organizzatore, insieme al Green Power, di suddetta festa. Continua il Forte in un articolo apparso su "Musica" di Repubblica : "Tutto per ribadire la volontà di costruire i nostri percorsi di vita, di scegliere liberamente al di fuori di ogni concetto di "devianza", insomma di autodeterminarci...vogliamo poter coltivare le nostre piante insieme agli oltre 4 milioni di consumatori italiani di marijuana e derivati." Il racconto dello svolgimento della festa è stato esaurientemente trattato da numerose testate nazionali, ma questa è la realtà : ore 10 : appuntamento generale al Forte Prenestino, oltre cento persone preparano le ultime scenografie e organizzano i tempi della giornata ore 12 : conferenza stampa, momento finale e di raccordo tra i media, noi e personaggi politici "interessati" all'argomento ma parlanti lingue diverse ore 12 in poi : iniziano le danze Pranzo cronico a base di erba autoprodotta, 4 sounds (Sattamassagana, Sound Baracca, 00Nowhere, Pirata Sound Machine), mostra sulla canapa (aspetti culinari, legali, culturali e agronomici), installazione dimostrativa "how to indoor", gare creative di rollaggio --> "Cannathlon" (la lunghezza è niente senza controllo, 42 cm la misura vincente), 1° Cannabis Cup Romana (TurboSkunk, Terror, e Purple-Hashish vincitrici su 13 partecipanti), distribuzione di bustine "Coltiva liberazione, contro le narco-mafie, contro la repressione" contenenti erba autoprodotta...tale la voracita' dei partecipanti che le mani dei canna-distributori sono state graffiate e deturpate dagli ardenti artigli dei consumatori... this is Ganja Power baby... Tale era la fame degli ottomila partecipanti (fomentata dai syntax errors della nostra propaganda : "portatevi le cartine"...) che, all'ingresso del camion del 5° sound system (One Love Hi Powa), un orda avvelenata lo ha accompagnato fino alla piazza interna del Forte, credendo che fosse arrivato un bastimento carico di drogaaaa !!! Aneddoti curiosi che evidenziano la mancanza di una pratica che ancora non si è completamente attestata nelle menti dei consumatori ("tutti vogliono il pane, nessuno vuole coltivare il grano"): l'autoproduzione. Uno dei volantini (erano 9000) spiegava le nozioni basilari per costruirsi un microgiardino indoor in casa : "...per coprire autonomamente il nostro fabbisogno senza dover ricorrere all'acquisto di erbaccia albanese o del mitico SPQR, cioccolatone made in Roma". Immancabile la pioggia, elemento costante delle nostre storie, ennesimo segno della necessità di esplorare spazi chiusi e ottimizzarne il rendimento, dare senso ad un armadio, far diventare un frigorifero, attraverso opera di riciclaggio creativo, produttore della mia e tua felicità. "Welcome back Jervolino", "Contro lo spaccio coltiva liberazione", parole scritte su striscioni che davano il benvenuto fornendo da subito indicazioni e strumenti di comprensione ai partecipanti. Flusso costante, in\out continuo, impossibile calcolare quanti eravamo. Un evento che ci ha consentito di entrare in contatto con soggettività interessate all'autogestione degli stati di coscienza, persone che non si riconoscono nè in partiti politici nè in simil-strutture di rappresentanza. Antiproibizionismo come attitudine collettiva e condivisa, tensione psicofisica al superamento della forma-merce nella quale è rinchiusa ogni sostanza, attraverso una prassi liberatoria che si costruisce con la partecipazione consapevole di tutti a qualcosa di diverso e non-normalizzabile. Il simbolo della foglia di marijuana (peraltro spesso commercializzato) è servito come attrattore, energia mentale capace di scatenare nell'immaginario collettivo scenari di liberazione e conoscenza, punto di partenza per una riflessione complessiva su cosa sono proibizione, divieto, repressione in questa società...Carcere, istituzione totale per eccellenza, privazione sensoriale-affettiva, reclusione fisica in una gabbia, questa è la realtà che vivono 50.000 persone detenute in questo paese. Principi di clausura mentale, negazione dell'esperienza, alienazione, blocco di ogni sperimentazione, normazione accettata dall'alto, impossibilità di cambiare questo mondo, sensazioni di impotenza accresciute e fomentate da questa organizzazione sociale. Principi che informano l'istituzione carceraria così come le regole di consumo valide per la cosidetta "società civile e democratica". Emergenza come domanda e repressione come risposta\offerta nel paradigma della Sicurezza, ideologia di stato, meccanismi introiettati in noi, necessità di liberarsi consapevolmente dalle narcocatene della normalità, riattivando le proprie capacità. Un simbolo che ci ha permesso di veicolare diversi messaggi. Le videoinstallazioni di OFF sono state il nostro circuito chiuso, messaggi visuali uniti a odori genuini e fragranti, carne a stretto contatto in una "socializzazione obbligata", miscele di techno-dub-trip hop-blues-punx-reggae come detonatori di bombe sonore, vista-gusto-udito-tatto-olfatto (ma quanto sto fatto?) diventano una sinestesia collettiva. Sinestesia, un senso rimanda a un altro, un suono ad un immagine e ad un odore, evocazione concatenante e recupero dell'unità corpo-mente. ore 23: la fine si avvicina Spenta la musica, finito ogni nutrimento psicofisico, tutti a casa. Stanche\i ma felici... Domani è un altro giorno :) Evento che non rimane fine a sè stesso, si inserisce in un percorso che gli preesiste e che continua ad esistere, il libro che hai tra le mani ne è la testimonianza evidente.

FRNK FRNK FRNK + ELIS 4 GREEN POWER