17 5 998 FESTA DELLA SEMINA

Ore 10:00 Ultimo, estenuante momento di controinformazione al mercato pop di Porta Portese ... Esauriti 5000 flayers !!!

Ore 15:00 Roma, Mercati Generali : un gruppo di conscious people si incontra con la determinazione a realizzare la prima festa pubblica romana dedicata alla semina della marijuana. Fervidi preparativi: taglio di flyers, allestimento di bustine allegate ai suddetti e contenenti i semi proibiti, preparazione di scenografie in tema ("Ki semina...raccoglie"), sound system, gruppi elettrogeni, camion, primo consumo massiccio di erba autoprodotta. Possiamo partire, destinazione piazza Mastai, zona Trastevere (radicalchic), ottenuta attraverso un abile lavorìo diplomatico con le rappresentanze istituzionali "cosi' vicine" e per fortuna così lontane. Eravamo partiti con scenari ambiziosi, le nostre richieste iniziali prevedevano un "free festival" da svolgersi in uno dei parchi romani (Villa Pamphili). Niente accade a caso, piazza Mastai ospita al proprio interno la sede del fottuto "Monopolio di stato" oltre che gli uffici della Telecom, 2 major che marchiano indelebilmente la nostra pelle di utenti\dipendenti della comunicazione e delle sigarette. Dietro l'angolo il nostro incubo: Laboratorio di analisi e relativo rilevamento di eventuali tracce di sostanze psicotrope nei nostri corpi, made in polizia di stato. Un posto intriso di carica simbolica, un ordine rotto dal nostro disordine semiotico esprimentesi in suoni, rumori, immagini, colori, fantasie, desideri : la nostra scomoda presenza evidenziava la contraddizione di una soggettività antagonista, conflittuale, non ideologica e visibile ai passanti, solitamente lobotomizzati dalla narco-normalità. Dopo l'occupazione "autorizzata" della piazza, l'aggregazione è aumentata esponenzialmente con l'arrivo di banchetti, altri sound systems, singole\i, striscioni, camuflages, polizia e celere, ma improvvisamente, dopo circa 3 ore, siamo stati traditi dal cielo. Le nuvole si sono moltiplicate, il grigio ha preso il sopravvento occultando il sole, gocce su gocce hanno invaso i nostri spazi. Un fottuto temporale che non era previsto... Grandine, condizioni metereologiche inaccettabili, un "segno divino" fomentato dall' energia psichica negativa sviluppata da chi non ci vuole, forse il nostro destino era rimanere undergound lontani dal sole. Underground che si traduce in coltivazione indoor, produzione autonoma e artificale di senso e sostanza. Una carovana prende le mosse dirigendosi di nuovo ai Mercati Generali, in uno spazio chiuso che non è una piazza aperta, il programma della giornata subisce repentini cambiamenti. Organizziamo una riffa volante, con in palio 30 piantine di marijuana (la altre 60 le abbiamo regalate a parenti e amici). I fedelissimi, i supporters accaniti, i marijuana hooligan, i psicovandali stringono il cerchio alzando la testa e sfidando il cielo : 2 arcobaleni immensi si dipanano avvolgendo la volta celeste dei mercati generali, ci ritroviamo in uno scenario postindustriale con il gazometro (splendida e maestosa struttura di acciaio) sulla destra, archi policromi sopra di noi, conscious people tra di noi, traffico sulla via Ostiense, cemento, asfalto e PVC si incontrano con i preview (germinazioni) della gloriosa TurboSkunk (giving 10x to KillaLuk). Musica di sottofondo, la pioggia smette, milioni di canne bruciano, si stringono contatti tra i soggetti interessati ad un approccio consapevole con le sostanze e all'autogestione degli stati di coscienza. Cucina cronica, controinformazione sui propri "diritti", su studi mondiali attestanti l'innocuita' della canapa opportunamente nascosti a tutti (OMS), su proprietà psicofisiche della sostanza in questione, elementi di conoscenza da intendere come strumenti critici condivisi utili a un approccio interattivo col proprio divertimento. Una partecipazione indiscrimanata e massiccia, dall'anagrafe eterogenea, prime 3 ore di piazza che lasciavano presupporre il totale rigonfiamento della stessa, un blob di carne, fontane utilizzate come frigoriferi (come riciclare cioè uno spazio pubblico), "Salvatore Libero", contro ogni repressione e gabbia fisica e mentale, consapevoli che il sistema giudiziario-carcerario-poliziesco si regge anche sulla redditizia repressione dell'uso di sostanze alteranti (come cioè creare posti di lavoro). Una tra le mille forme della repressione. Senza alcun coordinamento, senza centralizzazioni, senza deleghe nè rappresentanze politiche, trasversalmente, evidenziando le ricchezze che emergono dalla nostre differenze, simbologie eterogenee che si incontrano senza prevaricarsi godendo reciprocamente e trovando nutrimento dai singoli percorsi...del resto siamo Green Power, non Green Party...

FRNK FRNK FRNK ELIS 4 GREEN POWER