extrasistole
“.......vedo che oggi la musica,nei territori dell’ avanguardia creativa utilizza giustamente nuovi linguaggi e si esprime in altre forme rispetto al passato.il testimone e’ raccolto da nuove situazioni e credo che ogni generazione esprima la sua autoproduzione.”
mutazione : parola piena e ritmica,aria filtrata dalle corde vocali di sociologi ,giornalisti,massmediologi,filosofi e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.fonema che porta pero’ con se’ un significato recondito al teatrino dello spettacolo mediatico, incapace di percepire emotivamente poiche’ totalmente disconnesso rispetto al conflitto che quest’astrazione translucida lascia trasparire. nel corso di quella storia quotidiana - nascosta agli occhi accecati dall’oscurantismo culturale istituzionale - fatta di creativita’ reattive alla lobotomia sociale, appaiono percorsi ontologici trasversali .essi uniscono in cadenze asincroniche ogni forma espressiva che si pone contro uno stato di cose autoritario e coercitivo.attraverso queste prospettive opache, lo spirito libero che anima l’oggettivizzazione del desiderio , fiorisce traendo linfa vitale dal momento storico vigente.la sue secrezioni sono velenose e aderiscono ai dominii culturali in modo corrosivo ed irreversibile.contro lo stato, interpetato grammaticamente come un participio “passato”, la mutazione cavalca un modello cinetico di liberazione che trapassa i limiti dei separati contesti storico sociali .un continuo movimento polimorfo che coinvolge in forma di rete anche la percezione temporale.la tesi ,la negazione e il suo superamento si attraversano stritolando la ritmica hegeliana .d’altronde cose’ il tempo ? una mera convenzione strutturata ed economicamente incatenata a danno di chi ,invece, sente il desiderio di viverlo al di fuori dei canoni di un ordinario pre-stipulato.la rottura dei suoi schematismi viene oggi eseguita e celebrata attraverso il suo superamento.la liberazione spazio-temporale viaggia parallela alla liberazione esistenziale dal feudo socioculturale e oggi, attraverso altre strategie, invade nuovamente la metropoli nelle sue fasce di scarto.le ondate di questa mareggiata sono polidirezionali .esse sono tese alla destrutturazione del corredo simbolico individuale interiorizzato coercitivamente nei percorsi forzati della socializzazione.e’ questo un’atto di mostruosa pedofilia subliminale perpetuato dalle istituzioni, a discapito del genere umano.piu’ esplictamente,sto’ parlando del kit di istruzioni che la macchina sociale imprime alle sue piccole rotelle nascenti le quali dovranno trasformarsi nei suoi futuri meccanismi di abberrazione-violenza-autoritarismo.l’espressione metropolitana di questa dissoluzione si configura nei raves illegali.cemento armato, tecnologia e desiderio di liberazione:ecco la cristallizzazione chimica dei nuovi sommovimenti tellurici.le sue alchimie svelano altri spazi in cui danzatori guerrieri sperimentano forme di comunicazioni intraducibili e non riducibili alla mediocre sintassi dell’accumulo di capitale.la valorizzazione di un’esperienza del genere e’ data dalla sua gratuita’ ,merce impossibile da comprare.gli assalti questa volta sono trasversali e non pongono tanto l’accento sul piano dello scontro fisico quanto su quello del conflitto semiotico.l’azione viene sospinta sullo squilibrio nella produzione di senso o meglio sulla capacita’ di introiettare prospettive critiche e di permettere la loro fuoriuscita pragmatica nel mondo quotidiano.a questo punto lo squilibrio diviene metodologia di vita;strano attrattore di una pulsione che abbatte il nostalgico ed il consolidato ,promuovendo un movimento spontaneo verso l’armonia ontologica del caos.la distruzione del collettivo, forgiato da standard politici conservatori come riproposizione simmetrica e malconcia del processo di strutturazione istituzionale,si fa terreno fecondo per scenari di sincretismo cellulare posizionato orizzontalmente nelle sue interazioni rizomatiche.
l’occupazione illegale di fabbriche,magazzini abbandonati,metropolitane e tutto cio’che la gestione urbanistica non riesce neanche a vedere con le diottrie delle istituzioni ,viene attuata in forma temporanea attraverso l’elaborazione di una strategia nomade la quale sviluppa le sue derive in universi geo-esperienziali in scala 1:1.l’area viene trasformata in un fenomeno sismico controculturale ed il suo epicentro tentacolare emana vibrazioni techno-logiche a migliaia di watt.uno dei tanti fili di connessione si evidenzia adesso attraverso una percezione calda e morbida della tecnologia.cosi’ era per un hip hop espresso musicalmente in forma lirica su basi campionate , ritmiche electro “old school” e vinile dissacrato, da piatti che giravano manualmente al contrario, nella produzione di suoni graffiati ; cosi’ e’ per la techno che ,contestualizzata storicamente e culturalmente, esprime i suoi linguaggi in forme complementari . si rompono le gerarchie e gli angeli caduti, portatori di luce,questa volta si librano nell’aria configurando fisicamente la sur-dimensionalita’ dell’evento.il corpo perde il limite epidermico e viene guidato dall’esterno ,tramutandosi susseguentemente in scia emotiva immersa in un liquido amniotico sonoro color luce.la societa’ perduta entra cosi’ a contatto con il tutto ,oltre ogni ideologia, esprimendo cio’ che i muri sociali ,composti dalle ferree leggi che i ruoli impongono all’essere umano,hanno inibito e represso.tutto sembra scomparire il giorno dopo,susseguentemente l’abbandono del posto ma l’azione sovversiva continua a produrre le sue algebre nella riflessioni dei meccansmi ora inceppati che hanno cominciato a girare in senso antiorario rispetto all’organizzazione interna della macchina.gli orologi sono in lenta liquefazione ,il silenzio e’ rotto e la produzione cerebrale e’ sovraccarica .ora non resta che continuare a pompare energia nel cortocircuito continuando, con mille forme, ad interferire con il palinsesto del potere occupandone le frequenze.
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